Burocrazia inglese e americana

IL GIOCO DELLE TRE CARTE

Sono davanti all’impiegato che mi sta spiegando come attivare l’online banking sulla mia carta di credito londinese.

“Dunque signor Panzarella è molto semplice, per usare l’online banking lei mi va su questo sito, vede questo sito? e mi digita cortesemente il suo cognome, molto semplice, lei va sul sito e digita il suo cognome.”

“Facile.”

“Bene poi vede qui sotto ecco qui deve inserire il codice pin di 4 cifre che le è arrivato a casa in una busta a parte, le è arrivato?”

“Sì, mi è arrivato.”

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SPELLING INGLESE, QUESTO SCONOSCIUTO

Mentre da un lato americani e inglesi si divertono con inebrianti gare di spelling, io faccio ancora difficoltà ad associare correttamente le vocali, in particolare la “a”, la “e” la “i”.

La notizia non basterebbe di per sé a giustificare un post, se non fosse per due piccoli dettagli, di norma del tutto slegati tra di loro:
- ho intestato a mio nome le bollette del gas e dell’elettricità via telefono;
- nel mio nome e cognome ci sono sei vocali.

Cominciamo.

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SCONTRI CULTURALI

Sicilia, Palermo.
Prima volta in palestra.

Vado dal padrone, un palestrato con una bandana in testa, pago ventimila lire, dico che gli altri li porto domani, che li ho dimenticati.
Una bella stretta di mano che mi disabilita per i primi dieci minuti di workout.
Entro.

California, San Francisco.
Prima volta in palestra.
Mi siedo al tavolo con un certo Tomaccount executive. Mi chiede i dati e inserisce tutto nel database aziendale.
Benvenuto a bordo mi fa.
Fin qui tutto alla grande, almeno finché prendo i soldi dallo zaino.

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