Voglio essere responsabile

Finale del Working Capital a Milano.

“Hai dieci minuti per fare il tuo 1001 modi per trovare lavoro.”

“Dieci minuti?” Dico.

In dieci minuti non finisco neanche se faccio l’elenco.

Allora ci penso.

Penso, penso, penso, penso, penso.

Finché non capisco: l’unica cosa che mi viene bene in dieci minuti è fare un post dal vivo. Per quello dieci minuti bastano e avanzano.

Tanto la gente mica fa caso a quello che dico. Veramente intendo.

Ma cosa dire a un pubblico di startuppari? Dico questo.

Sapete cosa? Forse questo Paese non ha bisogno di una nuova Google.

Forse abbiamo bisogno di una cosa molto più elementare, e questa cosa è: fare qualcosa di diverso.

E se proprio non potete, se avete famiglia, se vi piace fare il dipendente, se avete i fornelli sul fuoco; anche in questo caso potete fare qualcosa: apprezzare chi fa qualcosa di diverso.

Come la scelta del mio amico Nando, che con la sua azienda tecnologica decide di trasferire tutta la baracca all’estero.

O come Emma che dopo anni a Londra mette le sue competenze a servizio della sua Brindisi.

Che tu voglia andare o tornare, cominciare o continuare io apprezzo il tuo gesto, perché fare qualcosa di diverso è un atto di responsabilità.

Io voglio essere responsabile di queste storie.

Voglio essere responsabile di chi se ne va.

Voglio essere responsabile di chi torna.

Voglio essere responsabile di questo Paese se vince, e anche se fallisce.

Voglio essere responsabile della mia vita, di quello che faccio, dei miei fallimenti e di ogni faticosa, gratificante vittoria.

Ecco.

Quello che avevo da dire l’ho detto.

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3 Comments on "Voglio essere responsabile"

  1. Cristina says:

    Ho provato a Googlare… sai se un video c’è?

  2. Lauryn says:

    in sostanza uno che ha famiglia sta a guardare? mmmm I don’t like it…

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