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Il caso Volunia spiegato ai bambini

volunia addio marchiori

C’era un orco cattivo.

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Sui Mashaper e il viaggio dell’eroe

Mashape

La California ha Mark Zuckerberg.
Noi i ragazzi di Mashape.

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Primo articolo su YIM

rivista web design
Da un paio di mesi ho cominciato la mia avventura come autore su questa rivista di web design . Sono gli stessi autori di http://www.yourinspirationweb.com, un bel blog di design fatto da un’agenzia di Catania molto attiva.

Il mio primo articolo si chiama “Trovare nuovi clienti in tre lezioni e mezzo” e comincia così:

“Nel 2006 ero fresco di master e non vedevo l’ora di cominciare la mia carriera da web designer freelance.
Mi trovavo a Roma, avevo aperto da poco una partita iva e rispondevo agli annunci di Portaportese e lavoricreativi.it.
I clienti che arrivavano da lì, diciamola tutta, erano pessimi.
Pagavano in ritardo, volevano tutto ciò che gli occorreva al prezzo più basso possibile.

La prima lezione che imparai fu questa: gli affitti di Roma sono troppo cari.
Non c’entra niente con questo articolo, ma tant’è.

Decisi così di spendere il mio tempo analizzando tutti i siti dei freelance italiani. Guardavo al giorno decine di siti, li studiavo e cercavo di paragonare le loro esperienze alle mie, la loro comunicazione alla mia. Dovevo conoscerli tutti.
Un paranoico insomma, diciamolo pure.

Modificai il cv prendendo spunto dalla comunicazione dei freelance che mi piacevano, e lo mandai a tutte le aziende di informatica romane.
Tutte.
Le avrei prese per sfinimento.
Nella lettera di presentazione mi rendevo disponibile per un giorno di prova gratis, nel quale avrei potuto dimostrare le mie capacità.

Beh, alla fine un’azienda rispose. E diventò il mio principale cliente a Roma.”

Il resto continua qui.

Wordcamp a Catania VS resto del mondo

wordcamp catania

wordcamp catania

Non ero mai stato a dei barcamp in Sicilia fino ad ora.

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Ho bisogno dei vostri sogni

Negli ultimi 4 anni ho investito circa 7000 euro in progetti web personali.
Ho lavorato su un sito di jam session, di concorsi letterari, di opinioni, di corsi e seminari e di eventi.
Contati male, avrò recuperato circa metà dei soldi. Spero.
Ma più importante è stata l’esperienza che mi hanno dato questi progetti, che pochi seminari o anni di lavoro avrebbero potuto darmi.
E di queste cose ne parlo con le persone che condividono le mie giornate lavorative, come i ragazzi di FigmentaJay Li.
Così la mia conoscenza diventa merce di scambio.
Chi mi sta accanto impara ed è più predisposto ad accettare il mio prossimo preventivo, ad esempio.
Ma ciò che è più importante è che l’esperienza che racconto passa di bocca in bocca e attraversa tutta l’Inghilterra, tutta l’Italia. Arriva sottoforma di post, twittate, commenti, aggiornamenti di stato, chiacchierate davanti a un cheesburger.
Ma arriva.

Ho investito su temi e progetti che mi interessavano soprattutto a livello personale.
Ma il problema è che ho cominciato tardi: quello che sto facendo adesso lo fanno già i diciottenni americani nel mio settore. Non ho risorse illimitate di denaro. Quindi sbaglierò e imparerò con il ritmo delle mie disponibilità di soldi e tempo.
Non mi basta.
Ho bisogno dei vostri errori.
Della vostra esperienza.
Ho bisogno che cominciate a credere in quello che fate.
Ho bisogno del vostro sogno nel cassetto.
Delle notte insonni.
Del vostro tempo.
Dei vostri soldi.
Ho bisogno di ridere alle vostre spalle per una lezione che avete pagato cara.
Ho bisogno di non fare i vostri stessi errori.
Ho bisogno che cominciate a vivere per le vostre passioni, investire, sbagliare, condividere. Io prometto che farò altrettanto.
Ci vediamo all’arrivo.

Un po’ fricchettone come post, ma ci voleva.

Post ispired by:
Giulio Cora’
Master in Move to entreprise 2.0

Il garante della privacy vs Zuckerberg

social networkNeanche a farlo apposta, dopo aver parlato di Facebook e privacy, ecco una perla da parte del garante della protezione dei dati personali, forse in cerca di identità dopo le dichiarazioni di Zuckerberg.

Una fantastica guida all’uso dei social network che vi salverà la vita nell’uso di questi nuovissimi giocattoli chiamati “Faccialibro” e “il mio spazio“.
E così,  con il tipico modo di fare pacifico come nei famosi spot antipirateria, spara degli interrogativi davvero profondi.

A un ragazzo: sei sicuro che le foto e le informazioni che pubblichi ti piaceranno anche tra qualche anno?

A un genitore: hai mai chiesto a tuo figlio se è vittima di cyberbullismo? .

Insomma dubbi mica da niente.

E per finire un bel catalogo dei nuovi termini che potremmo non aver mai sentito.
Termini nuovi. Incomprensibili.
Tocca di nuovo tornare sui banchi di scuola.

Così dovremo imparare termini come uploadare, tag, nickname, privacy (ricordare cos’è non fa mai male) e addirittura l’incomprensibile “chattare”.

Zuckerberg, hai i giorni contati.