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	<title>Luca Panzarella blog &#187; Vita all&#8217;estero</title>
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	<description>blog di vita all&#039;estero</description>
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		<title>Il segreto di Londra</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 06:10:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita all'estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Londra: un anno e mezzo che mancavi. Non ti mancavano i zero gradi ad Aprile, la neve orizzontale, i due rubinetti acqua fredda acqua calda, il senso di disgusto al terzo panino, il treno per l&#8217;aeroporto a 28 sterline. Non ti mancavano un mucchio di cose, ora che ci pensi. Sopratutto non ti mancava il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/51035603671@N01/392090759/"><img class="alignnone size-full wp-image-5234" title="segretodilondra1" src="http://www.lucapanzarella.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/segretodilondra1.jpg" alt="segretodilondra1" width="580" height="343" /></a></p>
<p><strong>Londra</strong>: un anno e mezzo che <strong>mancavi</strong>.</p>
<p><span id="more-5131"></span></p>
<p><strong>Non ti mancavano</strong> i <strong>zero gradi ad Aprile</strong>, la <strong>neve orizzontale</strong>, i <strong>due rubinetti</strong> acqua fredda acqua calda, il <strong>senso di disgusto</strong> al terzo panino, il <strong>treno per l&#8217;aeroporto</strong> a 28 sterline.</p>
<p>Non ti mancavano un mucchio di cose, ora che ci pensi.</p>
<p>Sopratutto <strong>non ti mancava il vento gelido</strong> che ti <strong>stacca il naso</strong> mentre <strong>aspetti il maledetto autobus</strong>; ma proprio <strong>in quel momento</strong> capisci cosa ti mancava: anzi, non è che ti mancava, è peggio, molto peggio, è <strong>il motivo</strong> per cui negli ultimi dieci anni <strong>ti sei alzato pronto a metterci l&#8217;anima</strong> e, diavolo, come avevi potuto dimenticarlo.</p>
<p>E certo <strong>sarebbe facile</strong> adesso <strong>dirti cos&#8217;è questa benedetta cosa</strong>, troppo, troppo facile; così anziché dirlo direttamente ti dico <strong>in cosa lo hai visto</strong>.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/28372294@N07/5196325588"><img class="alignnone size-full wp-image-5231" title="segretodilondra2" src="http://www.lucapanzarella.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/segretodilondra2.jpg" alt="segretodilondra2" /></a></p>
<p>Lo hai visto nella <strong>precisione della portinaia del seminario</strong> a cui sei stato, in quella del <strong>controllore sul treno</strong>, del <strong>barista</strong>, delle <strong>persone che aspettano l&#8217;autobus</strong>.</p>
<p>Una <strong>cosa così complicata da spiegare</strong> che forse non è quello, forse è solo <strong>difficile ammettere</strong> che tu, nella <strong>città più solitaria al mondo</strong>, non ti senti più solo, ma <strong>circondato</strong> da <strong>gente come te</strong>, che certo <strong>sarà più stronza</strong> e mangerà molto peggio, ma che <strong>crede in sé stessa</strong>, crede <strong>nelle regole</strong>, crede <strong>in quello che fa</strong>, e più in generale: <strong>crede</strong>.</p>
<p>Il <strong>contrario dei giochetti</strong>, delle <strong>furbate</strong>, delle <strong>minacce</strong>, dei <strong>raggiri</strong>, della <strong>disillusione</strong>; ma non è illusione, è <strong>realtà</strong>, è la cosa più vera e pratica che tu abbia mai conosciuto.</p>
<p>Eccolo, eccolo <strong>cos&#8217;è che ti mancava</strong>, dovevi andare fino a Londra per ritrovarlo, ecco perché eri venuto qui, <strong>per ricordarti</strong>.</p>
<p>Due anni in Italia e ti eri già dimenticato che <strong>il mondo è fatto di uomini</strong> che <strong>aspettano l&#8217;autobus</strong>, di notte, al freddo; e nel loro egoismo, nella loro inettitudine, nella loro ignoranza, costruiscono il <strong>futuro del mondo</strong>.</p>
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		<title>I capelli di Berlino</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2012 06:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita all'estero]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino]]></category>

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		<description><![CDATA[Tipo che ti addormenti mentre vai a Meringdamm a vedere il carnevale delle culture. E sogni un paesino anni &#8217;90, con gente che balla sul balcone, con i mocassini senza calze, con una jam session accanto a una fermata dell&#8217;autobus, con i pantaloni stretti e le scarpe di tela. E persino tu, che non pettini i capelli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.karneval-berlin.de/de/english.175.html"><img class="alignnone size-full wp-image-3689" title="trasferirsiaberlino" src="http://www.lucapanzarella.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/trasferirsiaberlino1.jpg" alt="trasferirsi a berlino" /></a></p>
<p>Tipo che ti addormenti mentre vai a Meringdamm a vedere il <strong><a href="http://www.karneval-berlin.de/de/english.175.html">carnevale delle culture</a></strong>.</p>
<p><span id="more-3621"></span></p>
<p>E sogni un <strong>paesino anni &#8217;90</strong>, con <strong>gente che balla sul balcone</strong>, con i <strong>mocassini senza</strong> <strong>calze</strong>, con una <strong>jam session</strong> accanto a una fermata dell&#8217;autobus, con i <strong>pantaloni stretti</strong> e le scarpe di tela.</p>
<p>E persino tu, che non pettini i capelli dal 2010, <strong>mostri un&#8217;acconciatura degna di Beverly Hills 90210</strong>; ore impiegate a dare un&#8217;ultima passata di gelatina, a dimostrazione di saper trasformare come tutti rigore e disciplina in vezzo creativo.</p>
<p>Sogni di andare da <strong><a href="http://www.curry36.de/" target="_blank">curry 36</a></strong>; per essere considerato il <strong>miglior wurstel della città</strong> pensavi meglio, ma <strong>dopo la <a href="http://www.lucapanzarella.it/blog/index.php/tag/blog-londra/">vita a Londra</a></strong> affronti qualunque esperimento culinario senza battere ciglio.</p>
<p>Lo accompagni con del <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Club-Mate" target="_blank">Club Mate</a></strong>; ti fa ancora schifo, ma dicono sia normale le prime volte.</p>
<p><a href="http://www.lucapanzarella.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/trasferirsiaberlino2.jpg"><img title="trasferirsiaberlino2" src="http://www.lucapanzarella.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/trasferirsiaberlino2.jpg" alt="trasferirsi a berlino" /></a></p>
<p>Sogni case casermoni, scuole occupate, centri sociali con pub e cinema, biciclette sotto braccio e giornate di un sole strepitoso che neanche i vecchi tempi.</p>
<p>Sogni <strong>strade e piazze larghe</strong>, che <strong>la creatività ha bisogno di spazio</strong> <strong>e di opere incompiute</strong>, così da poter occupare, con la tua immaginazione, ciò che ancora non c&#8217;è.</p>
<p>Alla fine ti svegli magicamente alla fermata giusta, con un balzo<strong> ti immergi nella bolgia del</strong> <strong>festival</strong> e per fortuna <strong>tutto è rimasto uguale al tuo sogno</strong>.</p>
<p><strong>A parte la tua acconciatura, s&#8217;intende</strong>.</p>
<p>Per certi cambiamenti ci vuole tempo.</p>
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		<title>Vivere a Berlino</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 06:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita all'estero]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino]]></category>

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		<description><![CDATA[Certo non è facile farti conquistare da una città che in tarda primavera ti offre giornate fredde da rimettere su guanti, giubbotto e sciarpa. Non sarebbe facile se non fosse che Berlino adotta tecniche avanzate di corteggiamento: ti conosce senza grandi fanfare, ti guarda con aria di chi sa e tu, che non sai, figurati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/ceddem/2716490207/sizes/o/in/photostream/"><img class="alignnone size-full wp-image-3654" title="vivereaberlino2" src="http://www.lucapanzarella.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/vivereaberlino2.jpg" alt="vivere a berlino" /></a></p>
<p>Certo non è facile farti <strong>conquistare da una città</strong> che in tarda primavera ti offre <strong>giornate fredde</strong> da rimettere su guanti, giubbotto e sciarpa.</p>
<p><span id="more-3624"></span></p>
<p>Non sarebbe facile se non fosse che <strong>Berlino adotta tecniche avanzate di corteggiamento</strong>: ti conosce senza grandi fanfare, ti guarda con aria di chi sa e tu, che non sai, figurati se sai di non sapere.</p>
<p>Al contrario fai perfino lo spocchioso; così non ti fai intenerire dalla somiglianza di Bergmann Strasse di Kreuzberg con Haight street di San francisco; niente, rimani imperturbabile come le strampalate capigliature dei berlinesi.</p>
<p>Per il resto <strong>una città che al momento non esiste</strong>, solo cantieri e messaggi di avviso. Adesso non ci siamo, riprova più tardi, tipo fra cinque anni.</p>
<p>Ma allora <strong>dove sta questa tanto decantata Berlino</strong>, ti chiedi.</p>
<p>Ed è proprio in quel momento che arriva la risposta, e tutto ciò che prima era solo ignoranza, ora è fin troppo evidente.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/45478465@N00/2733672292/sizes/l/in/photostream/"><img class="alignnone size-full wp-image-3655" title="vivereaberlino" src="http://www.lucapanzarella.it/blog/wp-content/uploads/2012/05/vivereaberlino.jpg" alt="vivere a berlino" /></a></p>
<p>Non sai bene <strong>come chiamare quell&#8217;energia</strong>: forse inspirazione, forse karma positivo, forse non la chiami e basta, ma hai fin troppa esperienza per non capire che di certo di quello ti nutri.</p>
<p>Altro che aria, altro che cibo, altro che sonno: <strong>vibrazioni positive</strong>. Ti è mai capitato di sentirne nell&#8217;aria?</p>
<p><strong>Pochi posti sono capaci di fare questo</strong>: serve il giusto equilibrio tra libertà, visione, positività e consapevolezza.</p>
<p>E a Berlino, tak, eccole su un piatto d&#8217;argento.</p>
<p>E non lo fa con l&#8217;egocentrismo di Londra, né ignorando il resto del mondo come San Francisco.</p>
<p>Lo fa con <strong>eleganza</strong>.</p>
<p>È questo che impari dalla città.</p>
<p>Fai un inchino e alzi il calice.</p>
<p>Alla tua, cara Berlino.</p>
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		<title>America, Inghilterra e il pensiero laterale</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 06:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita all'estero]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>

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		<description><![CDATA[Due storie. La prima. St&#8217;inglesi, pensi, e la loro ossessione a indicarti sempre: stai sulla destra, attento al gradino, guarda a sinistra, fai un salto, fanne un altro. Una città che ha bisogno di numeri e fatti: poiché qualunque informazione inesatta passa attraverso il filtro multiculturale degli abitanti, e poi va a finire che ognuno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/poma/3323301413/"><img class="alignnone size-full wp-image-2859" title="inglesieamericani" src="http://www.lucapanzarella.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/inglesieamericani.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Due storie.</p>
<p><span id="more-2832"></span></p>
<p>La prima.</p>
<p>St&#8217;inglesi, pensi, e la loro <strong>ossessione a indicarti</strong> sempre: stai sulla destra, attento al gradino, guarda a sinistra, fai un salto, fanne un altro.</p>
<p>Una <strong>città</strong> che <strong>ha bisogno di numeri e fatti</strong>: poiché qualunque informazione inesatta passa attraverso il<strong> filtro multiculturale</strong> degli abitanti, e poi va a finire che <strong>ognuno interpreta quello che vuole</strong>.</p>
<p>E allora dicono: <strong>scriviamo 175 gradini</strong>.</p>
<p>E m’immagino quello che li conta, parte dall’ultimo e dice: 175.</p>
<p>Tipo Uomo del Monte.</p>
<p>Più le informazioni sono precise <strong>meno dai la possibilità di interpretare</strong>; e meno sei allenato ad interpretare <strong>meno sei preparato agli imprevisti</strong>.</p>
<p>Si chiama <strong>pensiero laterale</strong>; una cosa su cui noi italiani possiamo vantarci di eccellere.</p>
<p>Seconda storia.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/kinchloe/3230038255/"><img class="alignnone size-full wp-image-2860" title="inglesieamericani2" src="http://www.lucapanzarella.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/inglesieamericani2.jpg" alt="" /></a></p>
<p><strong>Las Vegas</strong>.</p>
<p>Sono le <strong>sei di mattina</strong>, dopo una notte delirante sono quasi tutti andati a dormire.</p>
<p>Stai <strong>tornando a piedi</strong> verso il tuo albergo, distrutto.</p>
<p>Attraversi la strada e <strong>ti ferma la polizia</strong>.</p>
<p>Sai quelle scene da <strong>film americano</strong>.</p>
<p><strong>Scendono i poliziotti dall’auto</strong>.</p>
<p>Tu <strong>rimani paralizzato</strong> in mezzo alla strada.</p>
<p>E ti dicono.</p>
<p>Lei.</p>
<p><strong>Non ha attraversato la strada sulle strisce</strong>.</p>
<p>Americani.</p>
<p>E inglesi.</p>
<p>E il loro pensiero laterale.</p>
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