Vivere di rendita
15 May
I clienti ti danno lavoro.
Il lavoro ti fa pagare le spese.
Il buon lavoro crea clienti soddisfatti.
Che parlano di te.
E così trovi nuovi clienti.
Sembra poesia.
Eppure da un po’ di tempo è nato un tarlo.
Aspetta un minuto, ti dice, il tarlo.
Finché avrai bisogno di mangiare, avrai bisogno di nuovi clienti.
Finché spenderai energie, notti e talento sui progetti degli altri cosa ti rimarrà in mano? Al massimo un ottimo portfolio da mostrare a nuovi clienti.
Smettila di lavorare per il business, dice. Fai business, dice.
Simpatico, il tarlo.
Ci sono 4 figure lavorative: il dipendente, il freelance, l’imprenditore e chi vive di rendita.
Anche vivere di rendita è un mestiere, intendo quando la costruisci, non quando ce l’hai in partenza.
Costruirsi una rendita significa lavorare duramente per un periodo di tempo ma dopo, dopo, diventerai incorruttibile. Nessun’offerta potrà mai valere una porzione del tuo tempo.
E così comincerai a lavorare solo per passione.
Lavora per passione Robin Good, ad esempio. O almeno, così fa credere.
Non conosco i lati negativi di questa storia, ma di certo è molto, molto interessante, e gli ostacoli per intraprendere una strada del genere sono quasi tutti culturali.
Ci hanno sempre insegnato che il lavoro è fatica, e che bisogna faticare per guadagnare.
E che se guadagni senza faticare allora stai giocando sporco.
Non è più così, dice il tarlo.
Lavorare non è un bel mestiere, dice.
Fa pure lo spiritoso, lui, il tarlo.
Per saperne di più ecco un paio di post da cui ho preso ispirazione:
- Un bel blog americano
- E l’immancabile Robin Good

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