Vantaggi e svantaggi di una vita da location independent

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Come dicevo nel post precedente ecco una lista di vantaggi e svantaggi della vita da location independent.

La morale? fare il location independent è per me una parte del percorso, non un punto di arrivo.
Ma vi lascio all’elenco.
A voi la scelta di mettere tutto sulla vostra, personale bilancia.

Il problema “lecca-lecca”
Vai in un centro commerciale di 5 piani nella tua nuova momentanea città. Prendi un nuovo maglione, un giubbotto, una felpa e un poster. Poi vai alla cassa, ti ricordi che non hai spazio in valigia e che lasci la stanza fra due mesi, posi tutto e torni a casa con un lecca-lecca.

Il problema di cui non ricordo il nome
Non avendo un capo che ti ricordi cosa fare, cominci a fare liste. Più liste uguale meno allenamento per la tua memoria.
Finisci così a non ricordarti più nulla.
L’unico rimedio è continuare a includere nelle liste praticamente tutta la tua vita. Così in mezzo alla lista trovi con sorpresa (perché te ne eri già dimenticato) frasi come “frigo vuoto: fare spesa” o “tuo compleanno: stasera festeggi”.

Il problema del tempo
Spendi un terzo del tempo in più rispetto alle altre persone viaggiando e imparando a vivere nella città in cui sei arrivato. Cerchi così di recuperare porzioni di tempo con una migliore organizzazione della vita. Ad esempio cominci a spostare tutto ciò che non è urgente e che si può fare senza energia elettrica durante i viaggi (bus, metro, aerei). Ti asciughi i capelli mentre leggi, dividi un film intero in spezzoni da 15 minuti da guardare mentre mangi.
So già che avete appena pensato: “io non diventerò mai così”. Esattamente quello che pensavo anch’io.

location independent vantaggi

Il problema (o il vantaggio?) dell’appartenenza
La città dove sei nato, quelle in cui hai abitato, la famiglia, i vecchi e i nuovi amici: hai delle esperienze così frammentate nei luoghi e nel tempo che non senti di appartenere fino in fondo a nessuno degli ambienti del tuo passato e allo stesso tempo a tutti in contemporanea.
Non hai più un’identità sociale ma in compenso hai fortificato il tuo “io”. Per questo sai rispondere perfettamente alla domanda “Cosa ti piace fare” e caschi dalle nuvole quando qualcuno ti chiede “Da dove vieni?”.

Il vantaggio di ricominciare
Ricominciare in una nuova città aiuta a toglierti di dosso paure e vecchi atteggiamenti del passato ed ad accogliere le novità. Non è un cambiamento facile e molte persone finiscono per assumere il vecchio atteggiamento una volta tornati alla città di partenza. Ma se hai abbastanza coraggio trasferirsi è davvero come ricominciare da capo.
Puoi di nuovo essere ciò che vuoi, dove vuoi, perché lo vuoi.
Proprio come quando eri bambino.

Il vantaggio di crescere
E proprio a partire da quel bambino, cresci. Rivivi in pochi mesi tutte le fasi della tua vita per poi fare il grande salto, superando la fase in cui eri impantanato.
Come un tuffatore che s’inginocchia prima del grande lancio.
Ascolti per la prima volta il tuo respiro.
Hai studiato anni per quell’unico, semplice istante.
La tensione attraversa il tuo corpo.
Salti nel vuoto e ricominci a vivere.

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8 Comments on "Vantaggi e svantaggi di una vita da location independent"

  1. Adina says:

    Ciao Luca,
    non sono un web designer freelance nè tantomeno un programmatore, ma leggendo i tuoi post mi sono incuriosita, così ho pensato di lasciare un commento.

    Ti chiedo: cosa pesa di più, i vantaggi o gli svantaggi?
    Certo ricominciare a vivere non è cosa da poco!
    Vuoi mettere la possibilità di ripartire sempre da capo ogni volta che cambi “location”, inclusa la possibilità di non commettere più gli stessi errori (dal momento che già li conosci), con la mancata possibilità di comprarti qualcosa che ti piace ma che ingobra troppo e non entra in valigia?!?
    In compenso però, ogni volta che vai via, ti porti dietro una parte nuova di te che prima non conoscevi e che ti aiuta certamente a rispondere non tanto alla domanda “Da dove vieni?”, ma ancora meglio a “Chi sei?” (domanda da “niente” di questi tempi…)!
    Quanto al problema del non ricordare più nulla, beh… se non ricordi più “chi sei” allora quello sì che è grave! Ma dubito sia così, anzi è proprio grazie al cambiamento, alla diversità che si afferma di più la propria identità. Per il resto ci sono sempre le liste (tutti facciamo liste!).
    Il problema del tempo, invece, non credo sia un vero problema, potrebbe forse diventare un vantaggio: chi meglio di un “location indipendent” è capace di economizzare il tempo in quel modo?!? E al giorno d’oggi il tempo è denaro (pura retorica?)!
    Insomma, tra i pro&cons elencati, personalmente ritengo i 2pro più vincenti e “avvincenti” degli altri, considerando che generalmente l’obiettivo della vità dovrebbe essere CRESCERE, e non solo fisicamente…
    L’unico dubbio resta sull’appartenenza: è davvero importante appartenere ad un gruppo oppure basta semplicemente (o meglio “ti” basta) appartenere a se stessi…?

    Buon viaggio!

    • Luca says:

      Ciao Adina, domanda impegnativa! In questo momento i vantaggi pesano molto di più degli svantaggi, altrimenti non starei continuando a viaggiare.
      So che alcuni problemi elencati ti sembreranno delle piccolezze, ma quando fai questa vita da quasi un anno anche questi dettagli cominciano ad assumere un significato diverso.
      I due pro mi appaiono senza dubbio più vincenti e avvincenti. Allo stesso modo so però che verrà un giorno in cui vorrò smettere di crescere così rapidamente e avere il tempo per mettere a frutto ciò che avrò imparato.
      Prima di quel giorno, zaino in spalla, grandi divertimenti e mai guardarsi indietro: altrimenti vengono le vertigini.
      In bocca al lupo!

  2. Emanuele says:

    Bel sito, interessante articolo. Sono piuttosto convinto che pochi ci arrivino per caso, la pulsione interiore precede qualunque ricerca su Internet:)

    Mi permetterei di segnalare due aspetti che mi sembra non siano stati trattati, o magari solo marginalmente:

    1) Personalmente sono un esterofilo convinto, con qualche esperienza di studio in Europa e progetti piuttosto dinamici per il futuro. Però, mi sembra di intuire che una professione “location independent” si attagli quasi esclusivamente ad un profilo IT o comunque incentrato sull’informatica! Io che vorrei proseguire i miei studi in DIritto Europeo non credo di poter avere una tale libertà. Tu che ne pensi?

    2) Parli di relazioni sociali abbastanza frammentate, in cui sei un po’ dentro e un po’ fuori… e ci credo!:) Quello che mi chiedo è: ci sarà la possibilità di instaurare una relazione più profonda? Sarà possibile utilizzare termini come “compagna di vita, migliore amico?”

    Un caro saluto
    /Emanuele

    • Luca says:

      Belle domande.
      Vediamo che post ci posso tirar su.
      Grazie!

      Luca

    • Luca says:

      Ti rispondo alla prima però perché non so se la tratterò in un post.
      Ho conosciuto maghi e giocatori di poker con partita iva vivere in giro per il mondo.
      E per chi riesce a inventarsi una vita del genere fuori da qualunque schema, non è una scelta “facile”, è praticamente l’unica scelta possibile. Morale: se vuoi avere una simile libertà è perché l’hai messa in cima alle tue priorità, perché qualcosa nel tragitto la perderai, a volte i legami, a volte persino la carriera stessa.
      Oppure hai un profilo IT, è vero. In quel caso è tutto molto più semplice :)

  3. barbara says:

    ciao Luca,
    sono un ‘graphic designer and so on’, per non perdere tempo nelle specifiche.
    Mi affascina molto quello che fai, lo so non ti dico niente di nuovo, avrai sentito spesso questa frase.
    Vivo a londra da qualche mese ma so che non sarà la città della mia vita, andrò via da qua un giorno, spero non troppo lontano. Non ho un progetto di vita preciso, voglio solo migliorarla, il mio intento è diventare/sentirmi cittadina del mondo, non avere più confini, poter parlare con un inglese piuttosto che con un americano, australiano, asiatico, ecc.
    Per questo mi sono trasferita qua, voglio imparare bene l’inglese e spiccare il volo verso altri lidi.
    Sì, è accativante l’idea di lavorare in riva al mare, anche se mi chiedo se sarei disposta a rischiare di rovinare il mio mac con la sabbia, gli schizzi di acqua salata o il sole cocente… ma quello che mi attira di più è l’immagine di me stessa con un ampio sorriso determinato dalla consapevolezza di aver trovato qual’è la vita adatta a me…di aver capito qual’è il mio destino nel mondo…
    Suona molto filosoficamente palloso, ma non voglio che sia inteso così, solo che mi sono rotta un po’ gli zebbedei a girare come una trottola senza ancora (ho 40 anni) aver capito cosa è giusto per me…cosa potrebbe farmi sentire soddisfatta di me… e forse la vita che hai scelto tu potrebbe essere una risposta…
    Non ho delle domande dirette da farti è più uno scambio di idee…

    Barbara

  4. Sun says:

    Ciao Luca,

    Non ricordavo neanche chi fossi, ne’ sapevo dell’esistenza di questo blog, ma leggendo questo articolo mi sono reso conto di averlo già letto diversi mesi fa e di averlo trovato molto “inspiring”! Complimenti per lo stile di vita, è un sogno per me poter riuscire a condurlo io stesso prima o poi! Per fortuna sto facendo un percorso che potrebbe permettermi di riuscirci (traduzione e interpretariato), ma devo prima finirlo…
    Per ora sono solo un 20enne al terzo anno di università con un profilo su elance (ma ancora nessun lavoro avuto), che legge ogni giorno italiansinfuga e sogna Londra da quasi 1 anno!

    Un saluto e in bocca al lupo per il libro ;)

  5. chiara says:

    Caro Luca,mi sono xcaso imbattuta nel tuo racconto mentre ero alla ricerca di un alternativa alla mia quotidianita’ qua in italia,sono arrivata a 33 anni senza particolari legami e con la voglia di rincominciare a viaggiare,in passato ho vissuto qualche esperienza per lavoro e una a livello personale in india ..poi x tanti motivi il rientro e da li una fissa dimora che inizialmente mi sono creata ma che da tempo sento stretta.Non e’ facile spostarsi in continuazione come non e ‘facile raffrontarsi con altre culture..per non parlare interiormente di come le situazioni che si vivono personalmente per quanto riguarda me sono state molto incisive …ma nello stare dove oggi vivo non ho poi trovato molta differenza,al contrario trovo ancora adesso difficile correlarmi con il posto di lavoro che fortunatamente occupa una minima parte della mia giornata per il resto mi sono creata alternative lavorative come ricostruzioni unghie e insegnante di nuoto..tutto per cercare di sentirmi il meno vincolata possibile..e comunque non mi basta,credo che pur che non sia semplice anche spostarsi in continuazioen,se lo si e’ scelto di vivere come stile di vita e’ xche’ fa parte di noi ..penso dunque sia meglio vivere come ci si sente dentro che sentirsi continuamente in gabbia.Mi auguro al piu’ presto di poter vivere come realmente mi sento per il momento volevo uleriori informazioni hoi siti interenet per intraprendere il tuo tipo di lavorose e’ possibile.ciao chiara

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