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Tutti vogliono fare startup

Come dice un mio amico, in Italia non esiste il mercato delle startup; esiste quello di chi ti insegna a fare startup.

Ci teniamo stretta questa patologia secondo cui fare è figo, ma dire cosa fare lo è molto di più.

Così siamo tutti allenatori senza aver mai toccato un pallone, tutti scrittori senza mai aver letto; e tutti startuppari senza aver mai fatto l’imprenditore.

Fortuna che da piccolo soffrivo di insonnia.

Dice: che c’entra.

C’entra, perché curavo l’insonnia calmandomi con erbe, quando invece il mio corpo reclamava: fai.

Poi ho cominciato a fare e improvvisamente l’insonnia è sparita.

Tutto questo per dire che oggi, o meglio entro sera, nasce un nuovo progetto, che la Apple fa un po’ come cavolo gli pare.

Di che si tratta: un’app che ti permette di scoprire gli eventi che stanno accadendo attorno a te. Scansioniamo in pochi secondi portali come Facebook, Meetup, Eventbrite e tanti altri e ti mostriamo quello che c’è da fare.

Due anni fa un’app così non esisteva, e allora andavo in giro a Londra con foto di google maps e fogli strappati in cui avevo scritto la via del posto.

Una volta su cinque sbagliavo.

Come quella in cui, in uno dei soliti incontri di Couchsurfing, non sapevo che un pub avesse lo stesso nome della caserma di fronte.

Beh entrai nella caserma.

Ma questa è un’altra storia.

Da oggi Yoogoin è scaricabile in tutto il mondo.

Se hai voglia di sostenermi vai sul sito di Yoogoin e condividi la pagina. 

Se scarichi l’app e hai un suggerimento, contattami sulla pagina fan.

Al prossimo lunedì.

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Noi i ragazzi di Mashape.

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Ho bisogno dei vostri sogni

Negli ultimi 4 anni ho investito circa 7000 euro in progetti web personali.
Ho lavorato su un sito di jam session, di concorsi letterari, di opinioni, di corsi e seminari e di eventi.
Contati male, avrò recuperato circa metà dei soldi. Spero.
Ma più importante è stata l’esperienza che mi hanno dato questi progetti, che pochi seminari o anni di lavoro avrebbero potuto darmi.
E di queste cose ne parlo con le persone che condividono le mie giornate lavorative, come i ragazzi di FigmentaJay Li.
Così la mia conoscenza diventa merce di scambio.
Chi mi sta accanto impara ed è più predisposto ad accettare il mio prossimo preventivo, ad esempio.
Ma ciò che è più importante è che l’esperienza che racconto passa di bocca in bocca e attraversa tutta l’Inghilterra, tutta l’Italia. Arriva sottoforma di post, twittate, commenti, aggiornamenti di stato, chiacchierate davanti a un cheesburger.
Ma arriva.

Ho investito su temi e progetti che mi interessavano soprattutto a livello personale.
Ma il problema è che ho cominciato tardi: quello che sto facendo adesso lo fanno già i diciottenni americani nel mio settore. Non ho risorse illimitate di denaro. Quindi sbaglierò e imparerò con il ritmo delle mie disponibilità di soldi e tempo.
Non mi basta.
Ho bisogno dei vostri errori.
Della vostra esperienza.
Ho bisogno che cominciate a credere in quello che fate.
Ho bisogno del vostro sogno nel cassetto.
Delle notte insonni.
Del vostro tempo.
Dei vostri soldi.
Ho bisogno di ridere alle vostre spalle per una lezione che avete pagato cara.
Ho bisogno di non fare i vostri stessi errori.
Ho bisogno che cominciate a vivere per le vostre passioni, investire, sbagliare, condividere. Io prometto che farò altrettanto.
Ci vediamo all’arrivo.

Un po’ fricchettone come post, ma ci voleva.

Post ispired by:
Giulio Cora’
Master in Move to entreprise 2.0

Il lancio di una web startup internazionale

Uno degli aspetti positivi di Facebook è stato il moltiplicarsi degli eventi pubblicati online. Il concetto stesso di evento è cambiato: “evento” non è più uno spettacolo organizzato per un pubblico, evento è tutto ciò che si fa, a un certo orario, con un certo numero di persone: una partita di calcio tra amici, una festa di compleanno, una presentazione di un libro.

E  così Facebook nel giro di pochi mesi si è trasformato nella più grande piattaforma di eventi, o meglio di microeventi, senza nemmeno pretendere di avere degli strumenti di gestione e di ricerca paragonabili ai concorrenti come Eventful.

Eppure, colpo di scena: ad oggi i post che iniziano con www.facebook.com/event.php?eid (l’url con la quale cominciano tutti gli eventi di Facebook) sono 22.200.000.
Un enormità.
Upcoming di Yahoo arriva a poco più della metà.

Così nasce la mia nuova idea.

www.facebookallevents.com vorrebbe unire i numeri di Facebook con i vantaggi di una piattaforma in grado di gestire meglio la ricerca e l’indicizzazione degli eventi.

Il sito è ancora in lavorazione e ne avrà ancora per un mesetto, ma la cosa che più mi ha colpito è stato il livello di accoglienza del pubblico americano al lancio del sito, avvenuto qualche giorno fa.
Che proprio di lancio non si può parlare: avevo solo messo un link su uno dei tanti siti di vetrina di startup.
Nel giro di 24 ore il sito è stato recensito da killerstartup.com e ottenuto una trentina di twitterate. In un giorno, senza alcuna promozione, 150 visite.

Sono rimasto a bocca aperta.

Dopo una simile accoglienza, paragonata ai tanti sacrifici per spingere siti italiani, chi ha ancora voglia di perdere tempo a rincorrere un mercato nazionale che fa così fatica ad accettare nuovi servizi web?