Scoperte a Londra

28 Apr

Scoperte a Londra

Ho scoperto che l’organizzatore del meetup italiano qui a Londra, quello che dovrebbe ricreare un’atmosfera italiana, che dovrebbe accogliere gli italiani e farli sentire a casa, ecco, lui.
È inglese.
Allora io gli faccio, ridendo: “Forse perché gli italiani sono troppo pigri per organizzare qualcosa”.
E lui, ridendo “Ah, ah, sì, esatto”.
Secondo voi, chi ha preso per il culo chi? me lo chiedo ancora.

Ho scoperto che qui hanno la fissazione per il cibo fresh, cioè cibo sano, non fritto, qualcosa che non ti fa star male come la maggior parte dei fritti comprati per la strada.
Così ogni volta che tiro fuori qualcosa da mangiare nei picnic sono tutti entusiasmati nel vedere una fresh insalata e un fresh panino con prosciutto e formaggio, una fresh tartina con hemmental, persino un muffin comprato al tesco diventa fresh perché non l’ho comprato al primo fast-food di passaggio ma l’ho saggiamente portato da casa, come se questo processo lo trasformasse in qualcosa di “più sano”.

Ho scoperto che qui il capo è tipicamente l’animatore del gruppo, colui che ha il compito di portare allegria e di formare un team armonioso. Se non lo fa, rischia pensanti lamentele da parte dei dipendenti o pressioni dal management.
Perché un dipendente contento è un lavoratore più produttivo.
Insomma come in Italia.

Ho scoperto che parte di ciò che noi chiamiamo ipocrisia qui viene intesa come politeness, buona maniera, etichetta.
Quindi per politeness la gente tende a dire sorry anche quando non è colpa sua, sembra entusiasta quando in realtà è annoiata, esprime giudizi positivi per una cosa su cui non ha interesse, ti sorride anche se ce l’ha con te, dice di volerti rivedere anche se spera di non essere mai contattata, dice “Non pensi sia meglio fare così?” e intende “Ti rendi conto della grande cazzata che hai fatto?”.
Una banda di matti.

One Response to “Scoperte a Londra”

  1. Cristina 28. Apr, 2010 at 10:43 am #

    Hehe però il meeet-up italiano in realtà non è per gli italiani, ma per gli inglesi che vogliono parlare italiano, quindi non è organizzato per farti sentire a casa ^_^
    Spero che almeno gli italian speakers non debbano pagare per partecipare…

    Per ciò che concerne l’ipocrisia, mi giungono voci opposte. Nel senso che un ragazzo venezuelano che ho conosciuto e che è stato un mese e mezzo a Londra a lavorare commentava l’essere diretti delle persone lì in UK.
    Forse l’atteggiamento cambia in base all’ambito lavorativo, non so. Lui faceva il cameriere e come sbagliava qualcosa lo cazziavano subito.

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