
Vivere a San Francisco da tre settimane e credere di essere qui da mesi.
Il ritmo sfrenato di lavori e occasioni non accenna a diminuire, anzi, per la prima volta in vita devo gestire tutti i fusi orari del mondo per seguire contemporaneamente Italia, America, Cuba, Filippine e India (posti dove ho collaboratori o clienti), seguo tre progetti alla volta stando attento a dire “buongiorno” o “buonasera” al momento giusto, nella chat giusta, nel fuso orario giusto.
Non appena arrivato a Londra o a San Francisco la storia non cambia: pioggia di progetti, occasioni e contatti. E questo nonostante in entrambi i casi non conoscessi nessuno e mi aspettavo di trovare una situazione di grossa crisi.
Ma crisi o non crisi, che è probabile che ci sia e pure grossa, io vedo un altro aspetto che noi italiani credo ignoriamo: l’atteggiamento.
Non so se qui a San Francisco ci sia più lavoro che in Italia. Probabile. Ma non è la quantità a fare la differenza.
Quello che invece mi sembra determinante è che tutti vogliono farti lavorare: senza raccomandazioni, senza diffidenze, senza volerti sfruttare. La gente mi sembra non veda l’ora di affidarti il proprio progetto. Di pagarti. Di vedere crescere il proprio business.
Perché il lavoro è non solo fatica ma anche tremendamente facile da trovare, quindi trovare qualcuno bravo non è per nulla scontato, e quando lo trovi quasi ti viene di abbracciarlo.

L’altro giorno faccio un colloquio di lavoro e a un certo punto arriviamo al solito, delicato momento in cui si parla del budget.
E del tutto inaspettatamente il tipo mi fa: ”Ti consiglio sempre di chiedere dai 70 dollari l’ora in su, queste sono le tariffe medie qui dentro.”
Forse vedendo il mio sguardo allucinato si sente in dovere di aggiungere qualcosa.
E dice.
“Del tuo compenso ne parlerai con un altro reparto, quindi a me non importa quanto ti paga l’azienda. Ma se lavorerai per noi io sarò il tuo capo. E le persone che lavorano per me devono essere contente. E più sarai pagato, più sarai contento”.
“Non fa una piega” gli faccio.
Mi alzo, l’abbraccio, saluto la segretaria che mi ha offerto una bottiglia d’acqua (facevano 32 gradi).
Esco dal grattacielo di vetro.
Fuori il sole è fortissimo.
Metto gli occhiali da sole, penso all’America e sorrido.



















Sounds cool
)))))
6 forte Luca!! continua così!
Applausi per Luca, grande!!!
Mitico come sempre!
mi sa ce mi trasferisco ^^
Bravo Luca!!! Ma di cosa ti occupi? Ci sarà posto per uno espertissimo di teatro d’Opera e di musica classica? Ormai mi sento più a mio agio a gestire palcoscenici e artisti, anche nel web, che a stare sul mio divano. Tuttavia l’Italia, patria di quest’arte, è diventata impossibile: non si lavora e quando si lavora ci rimetti di tasca….. Poveri noi!!!!!
Paolo
In realtà credo che c’è posto per tutti ovunque. Ma in America è solo più cool
ciao luca, da qualche mese sto prorpio pensando di trasferirmi, e la mia meta sarebbe la california… potresti darmi una dritta a riguardo??? saresti molto gentile. grazie comunque ciao. Peppe.
ciao scusate, ho letto su internet che san francisco insieme a okland da qualche tempo mette a disposizione delle id card comunali per clandestini, che voi sappiate e’ vero????
Ciao.
Io ho mandato parecchi curriculum per lavorare come programmatore software ma ho incotrato due problemi :
1) la maggior parte degli annunci sono per posizioni senior (7/8 anni di esperienza in un campo specifico)
2) cercano gente che abbia gia’ un permesso di soggiorno e non considerano minimamente quelli disposti a trasferirsi.
Paolo.
Ciao Paolo, ti rispondo:
1) la maggior parte delle posizioni non sono esattamente per senior. Sono per gente brillante. La seniority non si calcola in anni di esperienza quanto in brillantezza del candidato. è l’unico posto al mondo dove c’è questo tipo di scrematura, capisco la difficoltà ma non lo vedo come un problema.
2) io non ho avuto questa esperienza. Suppongo dipenda da agenzia ad agenzia.
Scusa, una domanda, ho letto i tuoi articoli molto interessanti e volevo sapere, lavori nel campo IT?
Perchè da quel che ho capito, è difficile “campare” da cameriere e comunque in quel settore i datori di lavoro son poco propensi ad assumere gente da fuori.
Grazie!
In tutto il mondo e in qualunque campo la gente è meno propensa ad assumere gente da fuori, perché ci si capisce meno. Detto questo ci sono centinaia di ristoranti a San Francisco e “campare” con qualunque mestiere si può in ogni parte del mondo
Ciao,
una domanda veloce veloce:
ma si può o non si può trovare lavoro negli States senza carta verde?
se non ho letto male nei tuoi post eri partito con un visto turistico giusto?
grazie,
Ciao
Quanto mi piaci!!! Non sono così innamorato di Adv e Web come te, preferisco interior e fashion, ma ti seguo ogni tanto per il tuo modo di fare / vedere le cose! Su questo forse siamo un po’ simili. A volte però ho delle discrete crisi e ho bisogno di ritirarmi su, di sapere che ce la farò, di sapere che posso continuare a puntare su quello che so fare. Oggi sei stato la mia cura!
wow! che fortunato che sei stato!
Aiuto che invidia!
sono stata a san francisco per poche settimane per studiare e sto cercando ogni modo possibile per poterci tornare e stabilirmi lì per un po’!!
Ma da che parte cominciare?
sarebbe bello sapere da dove cominciare!!
wow! cmq è ironico, io che sono dal messico ed avevo clienti in Texas ancora non riesco a capire come mai mi sono permessa di arrivare a udine e rimanere qua lasciando il Caraibi, USA, tutto per amore, aiuuuto, e finora sarà il momento da aprire la partita iva nuovamente, però in Italia, e credimi ho paura da morire, la domanda d’ORO da che parte cominciare??????