Il primo evento di networking a Londra

Tra i lavori che mi arrivano dall’Italia, tra la ricerca di una stanza considerata di gran lusso qui a Londra (che non sia ricavata da una falegnameria, che abbia una finestra, che abbia un armadio dove mettere la roba, che la porta non sbatti contro quella del vicino… cose così), sono anche riuscito ad andare ad un evento di networking, il Social Media Monday.
Che uno ad un evento di social media si aspetta di trovare gente appassionata del web dalle più svariate professioni.
Almeno io pensavo così.
Ingenuo.
Mentre in Italia questa professione è inesistente, mi ritrovo in mezzo a un dibattito degno di un Ballarò su Raitre, con gente appassionata e infervorata, ma che composta alza la manina prima di dire la sua.
Uno alza la mano, aspetta un po’, poi quando è il suo turno dice “Ehi, dov’è il ragazzo dietro al bancone, voglio una birra”.
Gli altri ridono, e mi viene in mente quando il mio compagno di volo durante il viaggio Roma-Londra mi aveva parlato degli inglesi e della loro insuperabile ironia che li contraddistingue.
Un malloppone di 1 ora e mezza sul perché linkedin, perché facebook, perché twitter, poi un cheesburger, e poi di nuovo quando linkedin, quando facebook, quando twitter, tra quarant’enni attempati che fanno questo nella vita: i social media marketer.
E poi un italiano che entra, mi saluta, e nel momento stesso in cui lo fa capisco subito che è italiano, perché non noti l’inespressività degli inglesi finché non gli metti accanto un italiano.
E quindi ci salutiamo, ci stringiamo la mano, facciamo a gara a chi pronuncia meglio “naistomiitiu”, viene invitato a sedersi accanto a me e insieme pensiamo: “cazzo, un italiano”.

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